bottiglie verticale 1997-2014 Amarone Allegrini

“Dietro una bottiglia di vino ci sono storie di persone che trepidano per la natura. Ogni anno bisogna sempre aguzzare l’ingegno ed adattarsi. E’ una delle grandi e mai scontate lezioni che mi ha lasciato mio padre” – ha detto Marilisa Allegrini, a fianco del fratello Franco, in apertura della verticale di Amarone a Vinitaly. Un viaggio intenso che traccia la storia di uno dei vini tra i più apprezzati al mondo, dal 1997 fino al 2014, per un totale di otto bottiglie in assaggio. Un vino che si è evoluto molto, che non ha voluto assecondare le mode ma si è inclinato, per volontà dei conduttori dell’azienda, verso una tendenza più immediata, godibile. Dal genere “barocco” dei primi Amaroni è partita la ricerca per un vino più snello ma che mantenesse sempre intatta l’autenticità. I punti cardine su cui lavorare erano: la riduzione di alcool e del residuo zuccherino.

Franco e Marilisa Allegrini

“In questo percorso negli anni ritornano note caratterizzanti della nostra interpretazione dell’Amarone – continua Marilisa – come l’integrità del frutto e la componente aromatica, l’equilibrio e la longevità. Un risultato raggiunto grazie al grande lavoro di mio fratello Franco, supportato anche dalle scoperte nelle tecniche di appassimento fatte da un grande del vino come Roberto Ferrarini”. Nelle zona della Valpolicella Classica la Famiglia Allegrini possiede circa 120 ettari di vigneti (e altri 30 in fase di reimpianto) nei comuni di Marano di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, tutti collocati in media ed alta collina. L’impegno nella ricerca ha portato nel 1998 alla costruzione di Terre di Fumane, moderno centro di appassimento creato con lo scopo di prevenire i rischi derivanti dall’eccessiva umidità che può, in alcune annate, caratterizzare la fase autunnale e la conseguente formazione di muffe.

Verticale Amarone Allegrini Vinitaly 2018

L’Amarone si presenta come un vino corposo ed intenso ma nello stesso tempo di estrema eleganza ed equilibrio. Siamo partiti dall’annata 1997,  che in bocca sprigiona ancora allegria. Un vino fresco e teso. La 2000 è tra le mie preferite all’assaggio, sorprendente. Un sorso che ha ancora tanto da raccontare, l’aroma conquista subito l’olfatto e poi si svela completamente in bocca. Con una grazia disarmante. In fase più transitoria le annate 2003 e 2004 a causa anche del clima poco favorevole che le ha accompagnate, la prima torrida, la seconda fredda. Ne escono due espressioni solide: meno lunghezza ma ancora integrità per la 2003, spinge in robustezza  e rigidità la seconda. Più armonica e in equilibrio tra acidità e tannino la 2005. E il cambio ancora si avverte con la 2010, equilibrata, godibile, agile in bocca, spinge in sapidità con piacevoli note di cappero e una sorta di piccantezza finale. Più corposa e alcolica la 2011 con nette note sotto spirito e speziate, rigore e austerità. La 2014, che ha visto uno scemare repentino di produzione in tutta la denominazione, ci rende oggi un Amarone pieno di frutti rossi ed erbe con raggiunto equilibrio al palato. Chiude orgogliosa in finezza ed eleganza.

Verticale Amarone Allegrini Vinitaly

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