Collection 2020

Assaggiare alla Chianti Classico Collection è una esperienza mistica. Solo arrivando, dietro i tendoni di velluto scuro, si apre, in maniera suggestiva un palcoscenico unico. I vini, come mi faceva notare un amico, disposti parallelamente, verso i due versanti dei tavoli, ricordano i filari dei cipressi di Bolgheri. E così è più facile sentirsi a casa. Con una immaginazione molto fervida però, perché nei calici la situazione è ben differente.

Un bagno di Sangiovese, tra i più vocati del territorio toscano. “Sempre più Sangiovese” come sottolinea il presidente del Chianti Classico Giovanni Manetti. Soprattutto per la Gran Selezione dove si  raggiunge una percentuale del 93%. Avanti così insomma. Sulla scia del pensiero per il futuro che caratterizza anche la maggior parte dei produttori della denominazione.

Quest’anno la mia anteprima, si è rivolta principalmente sull’annata 2018 del Chianti Classico, la Riserva 2017,  la Gran Selezione 2017 e 2016.

La 2018 mi ha convinto. Ci sono tutte le caratteristiche “di rispetto” del Sangiovese chiantigiano. Perché diciamocelo il Chianti Classico deve essere un vino dai grandi profumi, dalla frutta croccante già all’olfatto e che in bocca conquista, avvolge, si spinge sulla chiusura per la ben dosata e crescente acidità. Un vino che si beve a tavola. Un vino di estrema piacevolezza.

La 2017 con i suoi limiti ha offerto prove degne di merito. Soprattutto per quanto riguarda qualche Riserva e la Gran Selezione. La 2016, per non risultare retorici, la continuiamo ad ascoltare. E siamo felici.

Detto questo stendo una rapida carrellata degli assaggi che mi hanno colpito di più con qualche premessa. Ci sono delle aziende che si sono confermate, altre meno blasonate ma che hanno affondato con qualche bicchiere di entusiasmo in tutte le varietà proposte (come Le Miccine). Situazione che mi ha fatto molto piacere. Altre che hanno raggiunto delle punte incredibili di emozione (Castello di Monsanto). Ci sono anche i soliti noti che però continuano a non sbagliare un colpo (Ama, Volpaia…). E altri che riscontro in salita dopo qualche tempo come Castello di Fonterutoli dei Marchesi Mazzei. E chi continua a crescere come Castello di Meleto (la Riserva 2017 è più che degna di nota), Bindi Sergardi, Tenuta Arceno. E non dimentichiamo gli outsider… ci sono anche loro come Casa Emma.

L’assaggio più emozionante: Castello di Monsanto, Vigna Il Poggio 2015. Gran Selezione Bellissimo signore chiantigiano, naso espressivo al massimo, polpa, tanta frutta di una bella maturazione che avvolge il palato, lo conquista e poi si distribuisce in bocca e si allunga. Infinito al sorso, fresco, acido. La grande bellezza nella sua complessa semplicità. Racconta una storia a sé. Bicchiere top  99/100

Chianti Classico Docg 2018

Sono contenta di aver confermato sul podio uno dei miei Classici preferiti:

Badia a Coltibuono che si presenta con un bel naso fruttato,  bocca intensa e viva. Il frutto succoso che mi piace. Allunga anche su note di tabacco e bosco. Visciola. Allarga, vibra. Bella acidità. Rimane una delle mie bottiglie preferite negli anni 95 +

Tra i produttori più coerenti e godibili c’è senz’altro Bibbiano. La 2018 si apre con un bello stacco al naso, pulito, netto e molto invitante. Emerge anche tanta amarena. Entra con orgoglio in bocca e ha un sorso fresco e lungo. Si perde poi, per noi un beneficio, con spezie, fiori tra cui emerge con più rigore la viola. Chiude con un finale emozionante. 96

Casa Emma Buono dal naso alla bocca. Coerente. Bella copertura, intensità, vibrazione 91

Castagnoli Naso molto dolce e morbido. In bocca si ritrova la compostezza e la cremosità. Bella intensità e copertura 92

Castellare di Castellina Bel naso vivo e riconoscibile di Sangiovese. Ottima materia che in bocca si rende vibrante e convincente. 92+

Castello di Ama All’olfatto si fa subito intrigante, entra con decisione e si stende con una bella dolcezza. Affonda nel palato con grazia e freschezza 95

Castello di Meleto All’olfatto si intuisce già la potenza della materia che porterà lontano. Il sorso è fresco e materno. Quasi culla il palato. Esce bene, esteso e pieno. 93

Castello di Monsanto Carico di dolcezza di frutta al naso, in bocca si scorge tanta macchia, chiude bene. Molto territoriale 91

Castello di Volpaia Un vino che ha le caratteristiche del campione all’olfatto come al palato. Buono, sorso appagante e soddisfacente. Stacca e corre lontano 94

Collazzi- Bastioni dei Collazzi  Molto verticale, sprigiona un sorso succoso che verte con dolcezza e abbraccia il terziario. 90

Famiglia Nunzi Conti Un’espressione molto schietta, senza fronzoli. Un sorso deciso e molto godibile. 90

Fattoria Carpineta Fontalpino – Dofana  e Montaperto  In ambedue i calici si riscontra una discreta freschezza di sorso. Bicchieri puliti e ben dosati. La materia c’è ed è buona. Bella bevibilità 90 +

Fattoria San Giusto a Rentennano Un calice che si svela con un po’ di attesa. Al contrario in bocca si apre deciso e abbraccia il palato con curiosità. E’ un vino di carattere e molto energico, che non si ferma ma continua a vibrare con dolcezza.  92+

Gagliole –Rubiolo Nel bicchiere troviamo un mix di frutta e di fiore, con stuzzicanti toni aranciati. Bella elasticità in bocca.  90

I Fabbri – Lamole Molto netto al naso, in bocca entra vincente, si muove. Sorso fresco e avvincente. Un calice molto intenso, molto buono e di gran lunghezza 95

Il Barlettaio Il naso è molto interessante, in bocca spunta subito la dolcezza e allunga con acidità che fa capolino e poi coinvolge 90

Isole e Olena  L’olfatto esce dalla media, con generosi sentori di erba come quella medica. Svela anche tratti succosi e dolcezza.  In bocca si apre con molto interesse e si stende generoso 91+

Le Miccine Un vino di impatto, dal naso alla bocca. Deciso, vivo, esce dal banale e lo fa con determinazione. Senza sconti a nessuno. Ti conquista dal primo sorso 94+

L’erta di Radda Note sottospirito e sentori scuri e di macchia.  In bocca è molto verticale e si muove con buona energia 92

Luiano L’olfatto è molto preciso, non è esuberante ma molto scorrevole e ben equilibrato. 90+

Monte Bernardi – Retromarcia Molto mediterraneo, scalpita a tratti dolcezza. In bocca ha una grande padronanza, snello e composto, allunga sul finale con una bella acidità. Buono 91+

Monteraponi  All’olfatto i cenni sono molto austeri, cupi. Pian piano si apre e racconta una bella freschezza di sorso, coinvolge e avvolge. Notevole lo stacco acido con un più che gradito ritorno di dolcezza. Approccio misterioso che poi scopre la bellezza 94+

Oliviera – Campo di Masueto Tanta ciliegia matura che invita al sorso, in bocca entra bene e spinge. Un po’ di astringenza ma che si misurerà col tempo 90

Querceto di Castellina – L’aura La differenza si sente in bocca dove il vino si manifesta con avvolgenza e gioca con una bella acidità rendendo il calice degno. 90

Riecine Spicca di fragranza al naso, classico intramontabile. In bocca si articola con dinamismo e resta con piacevolezza. Allunga 92

Rocca delle Macie –Famiglia Zingarelli Un bicchiere molto ben fatto dal naso passa in bocca con semplicità. La materia è ben lavorata e il calice si fa desiderare 91-92

Tenuta di Arceno Piccoli frutti rossi gustosi spiccano al naso, fragoline, lamponi, tutti belli integri e maturi. Molto profumato. La stessa intensità olfattiva si ritrova in bocca accompagnata da una bella struttura d’insieme e un tannino levigato molto piacevole 94

Riserva 2017

Caparsa – Caparsino Il vino è ben articolato. In bocca si mostra muscoloso ma chiude bene, senza estremismi. 90

Castagnoli – Terrazze  Naso molto dritto e pulito, in bocca presenta una bella apertura e compostezza. Il tannino è ben lavorato. Un bel bicchiere 93

Castellare di Castellina Calice oltre la media,  ben dosato, grande avvolgenza in bocca. 92+

Castello di Meleto Vigna Poggiarso Bellissimo bouquet di fiori e frutta. Stile delicato e variegato. In bocca entra con freschezza e convince. L’acidità prepara il campo e assicura un bel sorso lungo, intenso. Grande bicchiere e un particolare plauso per una  2017 di questo tenore 96+

Castello di Volpaia Grande eleganza nel bicchiere per un vino che presenta una lodevole integrità al naso di frutto. Pulito e deciso, seducente e signorile. 96

Fattoria San Giusto a Rentennano – Le Baròncole All’olfatto resta un po’ timido ma l’apertura al sorso è immediata. Si spinge con vigore e allunga. Bella materia che fa più che ben sperare per il futuro. 92

Fèlsina-Rancia Naso energico e netto. In bocca si distende e promette una bella apertura ai molteplici toni terziari. 90+

Il Molino di Grace Un calice vivace con bella materia, corpo e intensità. Bel vigore, in bocca entra bene e si snoda con dignità. 92+

Le Miccine Continua la salita coerente di convinzione di questa azienda. Anche questo calice più difficile invece mostra grande padronanza della materia che si presenta in bocca con scioltezza e determinazione. Va fino in fondo senza esitazione e si fa godere. 95+

Pomona Si presenta con sentori lucidi e abbastanza netti. Incalza al palato con una bella copertura. Nitido, verticale, piacevole.  92+

Riecine naso molto chiantigiano con un bel mix di frutta rossa e viola. Dolcezza ed intensità si mischiano in un finale vigoroso e ben riuscito. 92

Tenuta di Arceno Anche Arceno non ha sbagliato un colpo in questa anteprima. Il naso è sempre molto fruttato e in bocca mostra equilibrio. Bella copertura al palato. Molto godibile 91+

Gran selezione 2017

Castello di Ama San Lorenzo Già slanciato al naso, continua a spingere con vibrazioni molto interessanti. In bocca è generoso, cremoso, setoso… si può continuare all’infinito per un calice che non si smentisce mai e anzi rilancia nei periodi Più complicati confermandosi un campione di razza 96+

Castello di Fonterutoli I tre vini di Gran Selezione in casa Mazzei sono ben fatti. Si alterna la presenza al palato, nel primo, l’omonimo Castello, con un calice più verticale; nel Vicoregio, più generoso, la Badiola resta più timida. In bocca poi trovano la loro energia che aiuta a condurre sul finale di bocca che non presenta difetti. E non lasciano delusi. In generale si nota una crescita degna di menzione. Per un’annata molto difficile il risultato in tre calici è buono. Ognuno con le sue peculiarità. 93-94-92

Castello di Volpaia – Coltassala Un concentrato di energia che esalta la dolcezza del frutto. Un calice da godere fino all’ultimo sorso. Intramontabile eleganza 95+

Tenuta di Arceno Alla ritualità del frutto si aggiunge la ricchezza della spezia e la cremosità del caffè. Bella tenuta e dimensione in bocca. 94

Gran selezione 2016

Bindi Sergardi – Mocenni 89 L’accattivante dolcezza dei toni col naso chino sul calice, si sposa con una bella copertura in bocca. Un vino ben lavorato ed equilibrato 93

Coccia Giuliano /Castellinuzza e Piuca In bocca dona estrema piacevolezza 91

Dievole – Vigna di Sessina  Equilibrato e deciso. Bel sorso omogeneo 94

Fontodi- Vigna del Sorbo Un calice emozionante. L’energia che sprigiona il sorso è sorprendente. Un vino pieno, morbido, di grande carattere. Il sorso continua e affonda. Allunga per la bella elasticità che la materia regala 95 +

Lamole di Lamole – Vigneto di Campolungo Bel frutto croccante in entrata e che si conferma allargandosi. Bella espressione chiantigiana, profondità di palato. Buona croccantezza. Bella materia 94 +

Le Miccine Bel naso, delicato, intrigante, molto interessante e ben dosato. Si conferma una delle aziende che più mi ha colpito negli assaggi multipli 93+

Principe Corsini/ Villa le Corti –Zac  Naso molto ammiccante, legni ben dosati. In bocca scivola con snellezza e resta. Allunga con scioltezza ed eleganza 95

Le tre prove di Ricasoli (Colledilà 95, Roncione 94, Ceniprimo)  offrono grande varietà di calici, sprigionano energia positiva e si uniscono all’unisono per la resa finale. Ben chiara in tutti e tre i vini la provenienza, la territorialità, l’identità chiantigiana. Alla dolcezza del frutto si uniscono le sfumature più intriganti, con toni floreali e macchia mediterranea. Complessità e appartenenza.

Rocca di Castagnoli – Stielle  Corposo al naso, in bocca entra bene e si allarga, allungandosi. Ci lascia con un sorso fresco e dinamico. 94

Vignamaggio Monnalisa Dall’austerità al naso in bocca si addolcisce e si concede con grande persistenza. Un po’ capriccioso ma di grande talento espressivo. 91

2017 Chianti Classico

Tra i Chianti Classico assaggiati a random sono usciti bene,  Bindi Sergardi – La ghirlanda chiantigiano, bella bocca e grande ampiezza; Isole e Olena  slanciato, vibrante, accattivante; Querciabella bel corpo, sinuoso e appagante; Tenuta di Carleone naso molto fine e con toni di piacevole dolcezza. Ha qualcosa in più.

DUE ASSAGGI EXTRA TRA I PRODUTTORI

Baron’Ugo 2016, Monteraponi Igt Toscana

Polposo, bella dimensione nel bicchiere dove si fa voluminoso, aleato. Macchia e terziari dosati con grande delicatezza. Molto intrigante, seducente, il sorso in bocca avvolge, culla. Non ti staccheresti mai dal bicchiere. L’eleganza di questo Sangiovese che rilancia sbaragliando la concorrenza

I Sodi 2016, Castellare di Castellina Igt Toscana 

L’olfatto è molto invitante, entra con generosità, vibra e regna sul palato con integrità. Bella sostanza, chiude con dolcezza e allunga. Bel vino, dotato di elasticità, rilascia con frequenza la sensazione di mordere una gustosa amarena. Stacca in profondità.

 

 

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