Garaganega Soave Classico

Il Soave chiede tempo. Di questo sono convinti i produttori che hanno così deciso di spostare l’anteprima di 4 mesi. Si è appena conclusa infatti quella dedicata al 2018, con in degustazione, alla cieca, 55 campioni, tra cui anche il 2017 e 2016.

L’evento Soave Versus ha registrato un bis delle presenze dello scorso anno, con la partecipazione di 48 cantine e i loro vini in degustazione.

Castellaro , Soave Classico

Un Soave Versus che ha vissuto dentro la città di Verona, grazie alle iniziative organizzate dai ristoranti ed enoteche della città e anche sui social con numerosissimi post, stories e foto di calici e sorrisi del pubblico. Solo sul sito www.soaveversus.com ci sono stati 40.000 accessi, reindirizzati dai canali di comunicazione social attivati dal Consorzio in un lungo mese di promozione.

«Soave Versus si conferma essere una manifestazione molto amata dal pubblico che quest’anno si è dimostrato attento e professionale, forse più degli altri anni – dice Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – dobbiamo ringraziare tutti coloro che in varie forme hanno collaborato con noi e in particolare il Banco BPM e la Camera di Commercio che ci appoggiano ogni anno e la Strada del Vino con i suoi chef che hanno instancabilmente deliziato i numerosi visitatori con le loro creazioni. La prossima edizione, che si terrà dal 5 al 7 settembre 2020, porterà grandi novità per le quali stiamo già lavorando».

paesaggi Soave

E tra poco si vendemmia. Dopo due stagioni come la 2017 e la 2018 caratterizzate per diversi motivi da andamenti climatici contrapposti, l’annata 2019 ha avuto un andamento quasi nella norma, sebbene il mese di maggio sia stato il più freddo e piovoso degli ultimi 20 anni e giugno il più caldo e con assenza di precipitazioni. Le piogge di luglio e agosto hanno mantenuto stabili le riserve idriche anche negli areali di collina, evitando gli stress idrici degli ultimi anni e ha portato la maturazione a ritardo stimato di 10/15 giorni rispetto al 2018.

Il 5 maggio però circa 200 ettari di Soave Classico sono stati colpiti da una grandinata che per la particolare fase vegetativa ha compromesso solo l’aspetto quantitativo di una tipologia già in tensione sui prezzi per le giacenze oggi ai minimi storici e che ha visto i prezzi aumentare del 22% (fonte ISMEA)

Il Consorzio, nell’ultimo anno, ha attivato il Piano di Produzione della DOC Soave. Questo strumento particolarmente innovativo prevede, tra gli altri interventi, una dichiarazione preventiva riportante le superfici vitate che si intendono rivendicare a DOC nella vendemmia successiva e una dichiarazione di impegno da parte dei vinificatori che intendono vinificare uve atte alla DOC Soave. Ciò consentirà al Consorzio una puntuale analisi preventiva dei carichi produttivi per operare scelte intese al raggiungimento di obiettivi economici e produttivi migliori per i viticoltori.

Paesaggio Soave Classico

«Una scelta di responsabilità – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave – che già lo scorso anno ci ha permesso di raggiungere non solo l’obiettivo di produzione della quantità richiesta dal mercato, ma anche di mantenere i prezzi, sia delle uve che del vino, stabili se non in crescita. Questa nuova importante implementazione ci permetterà di gestire al meglio questa stagione vendemmiale operando una scelta qualitativa migliore nei vigneti prescelti a produrre Soave, assicurando a tutti i produttori una corretta remunerazione.»

La 2019 inoltre sarà la prima vendemmia che vedrà l’utilizzo in etichetta delle nuove 33 Unità Geografiche Aggiuntive e, dove richiesto al Consorzio, anche della menzione Vigna. Al Consorzio infatti è stato demandato dalla Regione la gestione dell’elenco delle vigne, un’ulteriore opportunità per i produttori del Soave di valorizzare i singoli vigneti, raccontandone le identità storiche e pedologiche. Uno stimolo forte e innovativo per un ulteriore sviluppo della denominazione.

I MIGLIORI ASSAGGI

2018

Coffele Soave Classico Doc “Castelcerino”. Frutti aranciati, pesca e fiori d’arancio, dolcezza in bocca e stacco acido sul finale. Buon equilibrio 91

Soave Classico “Ca’ Visco” , classico rappresentativo, con acidità più vibrante in bocca e  persistenza 90

Corte Adami Soave Classico “Cimalta”, netto al naso, spinge in bocca. Si stende agevole con pulizia e piacevolezza. 91

Filippi, Soave Doc Castelcerino un naso molto intrigante, dove spuntano frutti gialli profumati e maturi, con chiaro richiamo esotico. In bocca riempie e solletica. Buono 91

Le Albare, Soave ClassicoMonte Majore Il gusto del Soave senza mistificazioni. Frutto dolce e fiore arancio. In bocca entra liscio con sicurezza, elastico al palato. Bello stile classico. Pieno, avvolgente e persistente 92

Pasqua, Soave Classico Brognoligo Naso verticale che denota già freschezza, bocca gustosa con grande apertura e persistenza. Succoso, con polpa e lunghezza. Polposo 92

2017

Inama, Soave Classico Vigneti di Foscarino, un vino che racconta una terra, con tanti fiori bianchi e gialli come la camomilla. Al palato si esprime al massimo, con eleganza e decisione. 92/93

Montetondo, Soave Classico Casette Foscarin Un vino molto identitario e di complessità. Con una bella spinta che invita alla beva. Fine con profumi di frutta secca e speziata che intersecano la vaniglia. Morbido e avvolgente. Un bel bicchiere 93/94

Portinari Soave Superiore Classico Ronchetto buona corrispondenza tra l’olfatto e il palato. Un vino pieno di mineralità, vivace ed espressivo 91

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…

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