anteprime radda Montevertine e Monteraponi

Le Anteprime portano con sé una sorta di mantra a cui mi sto affezionando. Per il secondo anno l’incontro è stato il sabato pre-anteprima al Four Seasons di Firenze. Qui due artigiani del vino raddesi hanno presentato le nuove annate, alcune ancora in affinamento come campioni di botte.
Martino Manetti di Montevertine e Michele Braganti di Monteraponi sono diversi ma hanno le stesse idee. Almeno nel vino. Sanno benissimo In quale direzione  puntare in un territorio di grande vocazione.

Martino Manetti e Michele Braganti

Tra le grandi novità Montevertine, come ha svelato Manetti, si arricchirà di tre nuovi ettari siti nella zona nord di Radda mentre Monteraponi ha già in produzione un ettaro, sopra il borgo, a ben 520 metri con esposizione  100 percento a sud. Sarà il primo Sangiovese in purezza dell’azienda. Nel vigneto più alto.

Sul tavolo della degustazione la 2017 con i due vini d’entrata delle aziende. Un’annata difficile, molto difficile, ad ammissione dei due produttori. Con estrema sincerità.

degustazione annate Radda

La 2016 invece è stata un’annata più equilibrata, con una maturazione dei grappoli più regolare, “e un livello di zuccheri minori quindi come piace a noi – ha commentato Manetti. Un prodotto più testimone del territorio. Una delle nostre sfide negli ultimi anni è proprio quella di non avere gradazioni molto alte. Alla ricerca continua di vini sapidi e di buona beva. E che quindi richiamino la tavola, per noi principio ineludibile e fondamentale”.

TASTING NOTES

Chianti Classico 2017 Monteraponi
Si apre subito al naso con una buona alternanza di frutta e fiore, in bocca si articola con dolcezza, piacevole, succoso e croccante. Affonda ancora note di ciliegia, liquirizia e caffè sul finale.

Pian del Ciampolo 2017
Tanto lampone al naso, ma anche fiore ed erbe aromatiche come la lavanda. Bocca decisa, si adagia. Molto fresco in chiusura. Dalla generosità iniziale in bocca chiude con essenzialità.

Campitello 2016 Cru vigna più vecchia di 50 anni, 420 metri (90 percento Sangiovese il resto Canaiolo e Colorino). Circa 26 mesi di affinamento nel legno. Annata raddese fin nell’osso. Sentori più complessi all’olfatto con note di tabacco, a tratti fumé. Freschezza incredibile al sorso e grande armonia in bocca. Si arricchisce con sentori di spezie mai esosi. Un bicchiere che ho avuto il piacere di degustare. Un bicchiere che manifesta l’emozione che riconosco al vino. Per quanto mi riguarda uno dei migliori bicchieri degli ultimi tempi.

Montevertine 2016 (Sangiovese, Canaiolo e Colorino) selezione uve, invecchiamento di due anni in legno e passaggio in botti nuove per 12 mesi. Naso meno diretto, ma solletica già la bocca, incuriosisce e si allarga, vibra. Entra con grande dinamismo e prosegue dritto.

Baron’ugo 2015 Vigna più alta dell’azienda. Più austero al naso, si svela con un po’ di tempo, connotato da una sorta di timidezza signorile d’altri tempi. Verticale, grande eleganza e finezza all’assaggio. Econferma la freschezza stilistica al sorso.

Le Pergole Torte 2016

Pergole Torte 2016 già intenso, rotondo, pieno e corposo. Un bambino ma che già conquista con un sorriso privo di turbamento, tanta avvolgenza, setosità in un tannino già risolto.

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…

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