Degustazione nuove annate Sella&Mosca

Sella&Mosca era nei desideri di Vittorio Moretti, un sogno diventato realtà. Un’azienda che rappresenta un reale simbolo della viticoltura sarda. 650 ettari di proprietà di cui 520 vitati. Un corpo unico, unico anche nel suo genere.

Un luogo che non può essere confuso con nessun altro, puntellato da oleandri, pini marittimi, palme ed eucalipti. A queste terre si aggiungono i piccoli appezzamenti della Gallura, nella parte nordorientale dell’isola (15 ettari) e di Giba, nel Sulcis, sulla costa sudoccidentale, tra Capo Teulada e la catena montuosa dell’Iglesiente (6 ettari). Il terroir è diverso per ogni sito e caratterizzato da elementi ambientali unici: un suolo ricco di umori minerali e avaro d’acqua, dove l’aria è tersa e il clima caldo quanto ventoso. Pur nella loro unità geologica, le tenute presentano una grande varietà di terreni: argillosi, sabbiosi, calcarei, vulcanici. In ogni microarea, i vari vitigni danno risposte diverse, consentendo un’eccezionale pluralità di caratteristiche.

Dall’acquisizione della famiglia Moretti nel 2016, sono due le novità introdotte: il Torbato Brut ora prodotto ad Alghero e la linea di vini nati dalla collaborazione con Antonio Marras.

“E’ un territorio dalle mille espressioni – racconta Francesca Moretti, enologa ed AD del gruppo -. Dal momento dell’acquisto abbiamo cercato di approfondire il luogo e le sue attitudini e portarvi la nostra esperienza. Si parla di un territorio molto radicato. Vorremmo rendergli, col tempo,  la forza che ha sempre avuto. E’ un’azienda antica che racconta proprio  la “sartitudine”, un territorio fedele a se stesso. Infatti non abbiamo cercato di snaturare l’azienda ma di portare avanti un lavoro di racconto del territorio. I vitigni tipici sardi e soprattutto di Alghero. Per valorizzarla al massimo”.

Giovanni Pina è il nuovo nuovo direttore. “Conosco bene il territorio sardo  – ha spiegato – e il suo mondo vitivinicolo perché ho vissuto da vicino e da protagonista gli ultimi 35 anni di riconversione viticola ed enologica dell’Isola.  Anni nei quali in Sardegna si è vissuto un profondo cambiamento che, soprattutto grazie alla Sella&Mosca, ha dato origine ad una nuova epoca enologica”.

“Il cambiamento – continua –  insiste sulla strategica mossa della proprietà di affidare ad un amministratore delegato di grande esperienza e visione il gruppo Terra Moretti e sulla consapevolezza e presa di coscienza di un forte gruppo manageriale algherese che, capitanato da me, intende segnare un nuovo virtuoso percorso. Stiamo lavorando molto sulla riqualificazione dei vigneti, sulla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti a partire dai vitigni tradizionali. Cerchiamo – conclude – di mantenere il buon livello qualitativo, produrre qualche nuova referenza, incrementare la quota Horeca ed Export e sviluppare le diverse attività collegate all’accoglienza e quindi al turismo esperienziale”.

Oggi la Denominazione bianca è quella più diffusa in Sardegna: 4400 ettari di Vermentino. Un exploit dovuto alla bontà ed ecletticità del vitigno. La Sardegna è un’isola grande che si esprime nei diversi areali.

TASTING:

Cala Reale 2020 (di recente imbottigliamento). Le vigne si trovano a 1,5-2 km dal mare, lato ovest dell’azienda, più esposte al maestrale.

Note floreali, frutta bianca e agrumato di limone. Salmastro a tratti. Bella acidità nell’ingresso in bocca, molto salino e appagante in bocca. Bella persistenza. Fresco. 12,5 grado alcolico e grande piacevolezza. Lascia una bella pulizia.

Monteoro 2020. Gallura. I vigneti si trovano sulle rocce granitiche.

Note speziate, macchia, rosmarino, elicrisio. Sentori di pietra focaia. In una fase di estrema giovinezza. La componente alcolica spezza un po’ l’acidità. Bell’equilibrio quindi tra le parti acido/sapide. Affascinante piccantezza, convincente espressione  territoriale.

Terre Bianche Cuvée 161 2019, Alghero Torbato (vitigno introdotto attorno al 1300 in Sardegna nella famiglia delle Malvasie).

Frutta più riconducibile alla pera. Note agrumate scure come il bergamotto, la scorza di arancia essiccata. Variegato ventaglio di aromi. Molto diverso dal Vermentino, punta dolce in bocca e stacco acido sul finale che allunga molto. Ingresso molto avvolgente in bocca, conferma un bel volume.  Espressione alternativa del territorio a bacca bianca che si può prestare in diverse versioni: Charmant, Metodo classico etc…

Dimonios, Cannonau Riserva 2017

Ciliegia sotto spirito. Toni molto erbacei. Naso delicato, elegante, bel tannino tagliente. Bella verticalità di bevuta. Buona sapidità.

Marchese Villa Marina Riserva 2015

Espressione unica e territoriale. Non un vino di potenza ma che punta tutto sull’eleganza. Mediterraneo speziato con forte componente balsamica, insiste sull’Eucaliptus. Mentolato. Molto fresco sul palato, sapido, con una buona componente tannica. Un vino che rilascia emozione.

 

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…

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