NOVEMBRE E DICEMBRE 2017

 

Due vini che raccontano senza riserve le potenzialità della costa di Maremma, a Capalbio.

Vermentino 2016 presenta un intenso bouquet floreale poi spunta la mandorla. Entra caldo, è coinvolgente.  Buon corpo, lievemente vegetale in chiusura.

Terra di Monteverro 2013 (rosso di Toscana,  50% Cabernet Sauvignon, 30% C.Franc, 15% Merlot, 5% Petit Verdot)
All’olfatto spunta subito il Merlot, ben riconoscibile il blend bordolese. Ciliegia sottospirito e note terziare come tabacco, caffè e lungo sul finale con confettura di prugna. Equilibrato, vellutato, ben fatto!

 

Il Seggio 2014 Bolgheri Doc (merlot 40%, cabernet sauvignon 30%, cabernet franc 20%, petit verdot 10%) E’ il nuovo vino dell’azienda Poggio al Tesoro, famiglia Allegrini a Bolgheri. Un vino dal colore intenso, con sentori speziati ma non aggressivi, che si presenta all’assaggio composto, misurato e piacevole. Attento ai cambiamenti. Il cabernet franc  spinge nel ballo del blend bordolese.

Campo alla Giostra 2015, Bolgheri doc (100% cabernet sauvignon). E’ il nuovo vino di Donna Olimpia, l’azienda bolgherese di Guido Folonari. Un bel frutto rosso maturo, esuberante  al naso, bocca solleticata in entrata, appagata in bocca, equilibrio e dolcezza. In evoluzione.

 

 

Qualche assaggio alla manifestazione Food&Wine di Associazione italiana sommelier Toscana

Ansonica doc 2016, Tenuta la Parrina evidenti sentori di macchia, salvia e rosmarino, di buona bevibilità, fresco. Radaia Igt 2008, 100% merlot. Note scure, con forti cenni di cioccolato e caffè. Profondo.

Le Cupole Igt 2015, Tenuta di Trinoro (blend Cabernet Franc, Sauvignon, Merlot e petit verdot) fragola di bosco e sentori speziati ma freschi e piacevoli. Ottima bevibilità, buon equilibrio.

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie Selezione docg 2012, Il Marroneto (100% sangiovese) Un vino in viaggio, dal naso al palato. Suadente, elegante e fine. Esperienziale.

Chianti Rufina I Domi Docg 2015, I Veroni (Sangiovese 90%, Canaiolo Nero 5%, Colorino 5%)Frutto quanto basta. Tannino energico ma che si adagia con rispetto. Lungo, intenso.

Lupicaia Igt 2012, Castello del Terriccio (Cabernet Sauvignon 85%, Merlot 10%, Petit-Verdot 5%) Palpitante, fresco. Estroso nel frutto che si palesa ritmicamente, chiudendo al massimo in un tannino ben uniformato e una piacevole nota balsamica.

 

Fabrizio Bianchi Sangioveto Igt 2012 (100% Sangiovese grosso) Da una vigna del ’68, Scanni, un’espressione di eleganza assoluta. Note agrumate, arancia essiccata con cenni balsamici.

 

 

Dallo champagne al rosso strutturato

Champagne Pierre Arnould. Verzenay Grand Cru (Montagne de Reims, Francia). 100% pinot noir Millésime. Fresco ed essenziale, buon rapporto qualità prezzo. Per gli amanti della mela verde.

Feudi di San Gregorio, Dubl Esse Metodo Classico (Greco di tufo 100%, Irpinia). Piacevolezza estrema. Da gustare in ogni momento.

Collemassari Melacce 2016 (vermentino biologico, Maremma toscana) Melacce 2016. Naso intenso fruttato e floreale, pizzica in bocca. Da aperitivo.

I Veroni Rosè 2016 (100% sangiovese, Chianti Rufina). Vivace in bocca. Naso delicato, frutto di melograno. Come aperitivo e da accompagnamento a carni bianche.

 

Tenuta San Guido, Sassicaia 2014 (Bolgheri, Toscana) Il naso subito inebriato di spezia, posato in bocca. Non finisce mai di stupire. Con l’iconica marmellata di prugne sul finale. Quando i grandi vini restano nonostante le annate difficili

Stefano Amerighi, Syrah 2014, (Syrah 100% biodinamico, Cortona, Toscana). Colore intenso, sfumature violacee, bluastre. Il pepe ti rapisce al primo olfatto, oliva nera, mirtillo. Allegro. In bocca avvolgente, seducente e pulito.

Vin Santo di Tenuta di Capezzana (Carmignano, Toscana) non importa quanto invecchia, provare per credere.

Podere Monastero, Edizione speciale 10 anni 2015 (100 bottiglie, pinot nero 100%, Castellina in Chianti, Toscana). Naso intenso, esuberante di sottobosco. In bocca pieno e composto. Caffè e confettura nel finale, lungo. Non è certo un vino casuale e tutto da scoprire.

 

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…

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