Il naso non mentiva. Era quello tutto bolgherese, che mi ricordava grandi bottiglie degli anni Novanta. Finora è stato, almeno per me, il migliore assaggio di Argentiera, dalla sua nascita.

Non scordiamoci infatti che è una azienda delle ultime nate nel firmamento bolgherese. Prima annata 2003.

Esuberante, vegetale, peperone verde, sempre molto giovane ma con grande freschezza e copertura al palato. Lungo. Un bel vino insomma.

Il direttore commerciale Massimo Basile con James Suckling alla premiazione

Ed è anche per questo che Bolgheri continua a salire sul podio mondiale dei grandi critici con l’annata 2015. Dopo Sassicaia, Masseto, Scrio arriva anche Argentiera, secondo solo ad un altro vino mito della Toscana, Solaia Antinori.

Il Bolgheri Superiore Argentiera 2015  ha infatti conquistato il secondo posto, Runner-up Italian Wine of the year 2018, di James Suckling, il famoso critico di vino mondiale. Secondo solo a Solaia 2015. La premiazione è avvenuta domenica 2 dicembre a Pechino alla presenza dei più importanti produttori del mondo. “Un premio inaspettato – ha commentato Massimo Basile, direttore commerciale dell’azienda al ritiro del premio – la 2015 è stata un’annata eccezionale a Bolgheri e questo premio è il risultato del lavoro di squadra del team “Argentiera”. Nessuno ci aveva avvisato di questo premio, è stata una totale e bellissima sorpresa”.

La motivazione: Argentiera Bolgheri Superiore 2015 “may be a wine that many of you never heard of or considered. This will stop you in your tracks. The Bordeaux blend from the Tuscan coast of Bolgheri is fabulous quality and shows impressive generosity as well as refinement. it’s vineyards, located on a hillside overlooking the Mediterranean toward Corsica, are in a unique location and the 2015 highlights the vineyards’ proximity to the sea and the subtle loam soils with stone. It also sells for about 80 dollars a bottle”…

… “Può essere un vino di cui molti non hanno mai sentito parlare o considerato. Questo riconoscimento vi fermerà nelle sue tracce. La miscela bordolese della costa toscana di Bolgheri è di qualità favolosa e mostra una generosità impressionante e raffinatezza. I vigneti, situati su una collina che si affaccia sul Mediterraneo verso la Corsica, si trovano in una posizione unica e il 2015 mette in risalto la vicinanza dei vigneti al mare e il suolo sottile con la pietra”.

Presentazione volume foto

L’azienda vitivinicola è di proprietà dell’industriale austriaco Stanislaus Turnauer. L’imprenditore è a capo della Constantia Industries, una società austriaca che opera da più di 40 anni e a gestione familiare. Una grande famiglia che conta oltre 3000 impiegati e un fatturato che sfiora i 700 milioni annui. Il gruppo opera in tre divisioni strategiche: i mercati più importanti per i suoi prodotti sono l’industria delle costruzioni materiali, l’industria del mobile, il settore degli articoli sportivi, l’industria delle macchine e del generatore, l’industria aeronautica, come così come solare e le tecnologie energetiche.

L’azienda, nata dalla passione di Corrado e Marcello Fratini, oggi passata a Turnauer, è caratterizzata da elementi unici strettamente connessi alla sua posizione geografica: è infatti l’azienda più vicina alla costa e contemporaneamente  la più “alta” in quota di tutta la Doc (200 m sul livello del mare). Ottanta ettari piantati a vigneto, delimitati da viali di pini marittimi secolari e ulivi, costituiscono una porzione di quello fu l’immenso Tenimento di Donoratico, anticamente possesso feudale del casato patrizio fiorentino dei Serristori. Qui si coltivano varietà di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Petit Verdot. I vini sono Argentiera, Villa Donoratico, Poggio ai Ginepri, (di quest’ultimo disponibile anche il bianco IGT ed il rosè DOC).  Ad essi si sono aggiunti i quattro nuovi e prestigiosi Cru: Giorgio Bartholomäus (Merlot 100%), Opheliah Maria (Cabernet Sauvignon 100%)  e Lavinia Maria (Cabernet Franc 100%), che grazie al nuovo disciplinare, vantano tutti la classificazione di DOC Bolgheri Superiore. Tenuta Argentiera è caratterizzata da una cantina “monumentale”, realizzata nello stile architettonico tradizionale tipico del litorale tra Livorno e Grosseto, che richiama i forti costruiti sulla costa agli inizi del 1800.

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…

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