Montiano 2016 segna una nuova era. “Ma non si tratta di una rivoluzione bensì di una evoluzione”. Come tende a precisare Dominga Cotarella.

La scommessa del Merlot in purezza ad Orvieto è stata di Riccardo Cotarella che con il fratello Renzo ha fondato Falesco. La prima etichetta di Montiano è del 1993. Oggi l’azienda è passata in mano alle figlie, Dominga, Enrica e Marta e ha cambiato nome, in Famiglia Cotarella. E Montiano 2016 è un vino che porta la firma del genero di Riccardo, Pier Paolo Chiasso. Una serie di cambiamenti “naturali”, come li hanno definiti durante la presentazione a Identità Golose a Milano. 

“Per la prima volta – ammette Cotarella- non vi ho messo il becco (ride,ndr). Ha fatto tutto mio genero. Montiano rappresenta a tutti gli effetti la nostra famiglia, il massimo valore che possiamo dare ad un vino”.

“Oggi la seconda generazione – ha aggiunto Dominga-  si concentra sull’evoluzione ma portando avanti quello che definisco un po’ il nostro diktat, il concetto di identità. Il cambio del nome infatti è stato fondamentale in questo senso. Montiano 2016 rappresenta anche l’evoluzione del nostro gusto. Credo che il vino debba possedere grazia. Stare dentro ad un perimetro, quello del varietale che lo rappresenta. Mantenere l’intensità di gusto. Una ricerca di complessità di gusto e non di forza. Equilibrio. Verticalità“.

L’altro cambiamento riguarda il packaging e in particolare l’etichetta del vino. “I colori nascono dalla terra dei vigneti – continua Dominga – attraverso il nostro progetto assieme all’università di Perugia. Stiamo estraendo colore dai prodotti della vite, un progetto sperimentale e molto affascinante. Se penso al Lazio dieci anni fa – conclude- oggi abbiamo tirato fuori un grande senso di appartenenza al territorio e questo è uno dei traguardi più belli ed importanti che potevamo raggiungere”.

Montiano 2016

Si presenta con un grande bouquet olfattivo, sensuale e ricco. Frutta rossa matura, ma anche profumi vegetali che si liberano in armonia nel calice. Una leggera speziatura a completare il bicchiere e che richiama il sorso. In bocca entra con piacevolezza e si allarga, avvolge con una buona acidità di stacco. Spunta la menta a chiudere. Grande finezza ed eleganza.

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