I vini del Montecucco, un  territorio abbracciato dal Monte Amiata. Interessa i vigneti di 7 comuni che entrano a pieno titolo nella Denominazione di origine controllata e garantita, la DOCG in vigore da settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano.

La vallata del fiume Orcia segna il confine orientale dell’area di produzione del vino Montecucco, separandola dalla zona del Brunello di Montalcino.

Considerata una delle nuove frontiere del vino toscano,  aiutata dalle altitudini e da un clima fresco e ventilato, la Denominazione, con le sue 68 aziende associate, punta a uno sviluppo che possa coniugare gli aspetti produttivi con quelli promozionali e turistici del territorio.

L’ormai vulcano spento dell’Amiata, con i suoi 1.738 metri di altezza, domina tutto il territorio compreso tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Qui si sono succeduti Etruschi, Romani, Longobardi, monaci benedettini, dominio senese e la famiglia dei Medici: una stratificazione storica che ha lasciato tracce indelebili e testimonianze che ancora oggi sono visibili nei borghi, negli stupendi agriturismi e nelle dimore d’epoca, nella produzione di olio e, soprattutto, di vino.

Composto da arenaria frammentata nelle zone più basse, il terreno muta la sua composizione lungo le pendici del Monte Amiata, dove si afferma la presenza di composti lavici, i quali donano alla vite mineralità e sapidità, tratti distintivi del nostro vino. Si parla di vini con espressività in crescita , freschezza, schietti e complessi.

Tra gli assaggi nella sezione proposta:

Chiaranotte, Vermentino Montecucco Doc 2019. Tenuta Ribusieri

Note floreali delicate come il Fiordaliso e il Linum bianco, Ginestra a cui si aggiungono frutti leggeri di pera bianca e succosa, note di salvia, timo. Il sorso è pieno, corposo e vibrante con una piacevole chiusura dolce. Armonico, sapido e fresco.

Pontolungo 2017,Montecucco Rosso doc. Poggio Trevvalle

Frutti di bosco, mora selvatica, ciliegia matura vignola, tratti che si fanno più cupi nel bicchiere. Fitto al palato con un tannino che astringe, non perfettamente integrato. Più morbido sul finale.

Ardente, Montecucco Rosso Doc 2016. Colle Petruccio

Belle note di fiori viola, molto lucido al naso. Fresco e verticale. Nel centro bocca esplode la dolcezza di frutto, la ciliegia visciola croccante. Ma anche tratti di melograno. Un calice vivo e “ardente”.

Poggio D’oro, Montecucco Docg Sangiovese 2017. Le Calle

Note di prugnette selvatiche miste alla speziatura lieve del passaggio in legno. Vaniglia in stecca spezzata. Leggero pepe bianco che dona piccantezza. In bocca è piacevole, abbastanza morbido, con un sorso dinamico.

Ginepraio, Montecucco Docg Sangiovese 2016. Pierini e Brugi

Prugne e confettura di mirtillo. Sorso slanciato ma potente. Pepe. Di spessore con tannino in divenire.

Tribulo, Montecucco Sangiovese Docg 2016. Poggio Stenti

Note terziarie in evidenza miste a note balsamiche. Chiodo di garofano. Dolcezza d’impatto in bocca con un sorso che si fa via via più complice. Liquirizia, tabacco, cioccolato. Molto persistente.

Poggio Lombrone, Montecucco Doc/Docg 2016. Collemassari

Naso di bella complessità. Rosa bagnata, resina, macchia mediterranea. Susina, marasca, frutti di bosco passati al forno, spezie dolci. Molto ricco sul palato rilascia un bel retrogusto minerale. Tanta materia eccellentemente  unita. Intenso. Di grande potenziale di invecchiamento.

Sottocasa, Montecucco Sangiovese Riserva Docg 2015, Poderi Firenze

Spuntano subito note di erbe aromatiche, mughetto, malva selvatica, lunaria spontanea. Spezie dolci come la cannella. Frutto maturo, prugna e ciliegia, leggera mandorla tostata. Teso sul palato, chiude con piacevolezza. Un sorso vivido e gustoso. Con un grip dolce di un bel frutto che ti stuzzica a centro bocca e non ti lascia.

 

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