La Contralta è una piccola azienda biologica nella parte nordorientale della Sardegna, davanti alla Costa Smeralda, a Palau, in provincia di Sassari. Nasce nel 2019 con la volontà di valorizzare esclusivamente i  vitigni autoctoni: Vermentino, Carignano e Cannonau.

Sui terreni vergini di Palau si è scelto l’impianto ad Alberello, per Vermentino, Cannonau e per i futuri impianti con varietà locali minori. Una decisione agronomica, colturale e culturale che collega la buona pratica agricola de La Contralta a una parte della storia vitivinicola dell’isola. Nella località di Enas i vigneti esistenti sono impiantati a spalliera. Un anfiteatro naturale che si affaccia sul Golfo di Olbia, costituito da colline vitate, pascoli verdeggianti, boschi di ulivastri e querce da sughero.

Ad occuparsi dell’azienda è Roberto Gariup, friulano, wine maker e responsabile tecnico dell’azienda. Formatosi all’azienda Marco Felluga si trasferisce poi in Sardegna nel 2006 sposandosi con la produttrice Marianna Mura. Per anni prima di approdare a Contralta si occupa e fa crescere l’azienda Masone Mannu.

Com’è nato il progetto? 

Nasciamo nel 2019 con il finanziamento di  un fondo d’investimento inglese di proprietà di una famiglia italiana oggi molto presente ed affezionata all’azienda nella sua evoluzione, sebbene riservata. Lo scopo è stato fin da subito quello di porre l’attenzione sui 3 vitigni sardi più rappresentativi, il Vermentino di Gallura, il Carignano e il Cannonau. Il lavoro della cantina di Enas è stato affidato allo studio Conzinu-Desteghene di Olbia, fondato da due giovani architetti sardi, con una lunga esperienza di progettazione e realizzazione alle spalle. La cantina segue la naturale pendenza del terreno integrandosi con le linee del paesaggio. Ha un piano interrato dedicato all’invecchiamento con una barricaia ipogea e altre due aree isolate per i contenitori in cemento e l’anforaia interrata. I materiali usati richiamano la zona circostante con l’impiego del granito e del legno. Interno ed esterno si caratterizzano per linee pulite e dai colori chiari ed opachi.

Quali sono gli obiettivi futuri?

L’obiettivo principale e più pragmatico adesso  è terminare la cantina di vinificazione e accoglienza a Enas. Piantumare 4 ettari di vigneto ad Alberello, 10.000 piante ettaro,  sul mare a Palau. Poi c’è la sfida futura di  portare La Contralta tra le aziende di riferimento della enologia sarda.

Le parole d’ordine sono: autoctonia e biologico puro

Le parole d’ordine sono: autoctonia, biologico, agricoltura sostenibile, biodiversità, minimalismo enologico, autenticità.

Due etichette per ora?

Ad oggi produciamo il Fiore del sasso, Vermentino di Gallura Docg Superiore e L’Ora Grande, Cannonau di Sardegna Doc Rosso i cui nomi si ispirano alle poesie di Umberto Saba, mio conterraneo. Il primo in 10.000 bottiglie, il secondo in appena 3300.

Si pensa ad altri vini?  

In primavera usciranno due nuovi vini: “Al Sol Brilla” un Vermentino IGT Isola dei Nuraghi 2019 che ha fermentato a contatto con le bucce e ha affinato in botti di legno per 12 mesi  e  un Carignano IGT  Isola dei Nuraghi 2019 che si chiamerà “m’Illumino”. Il Carignano affina in legno 18 mesi e uscirà solo in bottiglia Magnum. Per il futuro abbiamo molte idee per nuovi vini, ma per ora sono solo in fase di progettazione. Abbiamo in cantina un vermentino annata 2020 in anfora che ha fermentato 67 giorni sulle bucce: forse  diventerà una etichetta a sé.

La Gallura, un luogo da amare?

La Contralta è una piccola spiaggia adiacente a uno dei vigneti della tenuta, un pezzo di mare della Sardegna nord orientale. I vigneti sorgono su una terra quasi intatta, arcaica, che incute e merita rispetto. Vallate ricche di sole, colline scolpite dal Maestrale che arriva dalle Bocche di Bonifacio, lo Scirocco dal mare che porta con sé il sale, maestose rocce erose dalle forze dei venti nei millenni, che hanno prodotto il caratteristico suolo a disfacimento granitico. Un territorio antichissimo, integro, dove la vite attinge dalla natura a piene radici. Una natura che si fa anche arte e storia con i Nuraghi, le Tombe dei Giganti e che ha nell’aria l’odore mediterraneo della macchia e le forme bizzarre delle pietre.

 

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