Piemme Petit Manseng Fattoria Le Pupille

Un vino che stupisce. Dal primo sorso fino alla fine. I 15 gradi alcolici non si percepiscono se non quando, ohimé, ti rendi conto che la bottiglia è finita.

Ripenso a qualche anno fa, quando, “a tradimento”, con un fare molto familiare, Elisabetta Geppetti e i suoi figli mi versarono un bianco, nuovo, così, alla cieca.

Molto intrigante, di bella compostezza già, ma soprattutto di grande carattere. Un vino che non avevo mai bevuto in Toscana. Oggi ne capisco il perché. Oggi, che è stata presentata la prima annata ufficiale. La 2018.

A credere fortemente in Piemme, è il nome del Petit Manseng in purezza prodotto dall’azienda Fattoria Le Pupille, è stato proprio Ettore, il figlio di Elisabetta, da qualche anno entrato a pieno regime accanto alla madre e alla sorella Clara.

Un sognatore. Un tecnico sognatore. Si occupa infatti della parte agronomica ed enologica dell’azienda. Le sue giornate scorrono in vigna, dove continua a sognare ma anche a sperimentare. A progettare. E la sua strada è appena cominciata, ha tanti di quegli obiettivi già ben individuati. Siamo in una Maremma bellissima, quella più centrale, rurale, a Magliano in Toscana. La proprietà conta vigne con esposizione invidiabile, verso le colline e i paesi dell’entroterra, proprio sopra il paesetto di Pereta, dove dormono le piante di Sangiovese. E verso il mare invece, con tutto il sole possibile ma anche una ventilazione continua, Saffredi con i suoi Cabernet e Merlot.

Luce e silenzio, lo spazio incantato tra cielo terra e mare.

Piemme in particolare proviene dalla vigna Pian di Fiora, 3 ettari di arenaria con strato gessoso in superficie. Poco distante dalle vigne che producono le uve Syrah.

Assieme a Piemme c’è anche il Syrah 2016, due vini che rappresentano il futuro.

La prima annata non ufficiale di Piemme è la 2014, questo perché in realtà in cantina era stato dimenticato. Un tonneau che magicamente è riapparso e ha aperto nuovi orizzonti. Dimenticatevi l’appassimento. Il Petit Manseng si può fare anche così.

Un’acidità altissima contrastata da grande dolcezza.  Uve raccolte a mano, vendemmiato di prima mattina  con il fresco, le uve restano in macerazione per 3-4 ore. Fermentazione in tonneau di rovere francese e poi ancora dentro per 15 mesi. L’affinamento infine con ancora un anno in bottiglia. Una produzione minima come si richiede ad un grande Cru.

La 2018 è un’annata di grande equilibrio.

I sentori sono di un dolcissimo cedro candito, camomilla e lime a tratti. Frutta esotica  come la papaya, il mango.  Un calice che manifesta subito un bella decisione al palato, affascinante sa rapire incondizionatamente e persevera nella conquista con una grande presa acida. Grande uniformità, si stende armonicamente e rilancia con disinvoltura. E’ pieno, intenso, magico. Si arricchisce ancora di sentori di frutta tostata secca, molto delicati come la nocciola, l’anacardo. Un vino che non è mai abbastanza nel bicchiere e che finisce troppo rapidamente.

Piemme 2018 (Fattoria Le Pupille, Petit Manseng 100%, sugli 80 euro, solo 1200 bottiglie da correre a comprare…)

LA RUBRICA  Assaggi di vini con indicazioni di rapporto qualità prezzo. Con valutazione in tappi.

LEGENDA: 1 TAPPO: punteggi da 90 a 93; 2 tappi da 94 a 96; 3 tappi 97-98; 4 tappi top 99-100/100

 

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